Auguri Speciali
Nel 2004 alcuni operatori italiani vanno a visitare la Diocesi di Njombe, in Tanzania, dove conoscono un Vescovo sognatore, Alfred Maluma, che immagina di costruire una scuola professionale, il Politecnico di Njombe, a favore dei ragazzini della regione secondo lo slogan “diamo a loro almeno un’opportunità nella vita“.
Scuola e formazione vengono viste come possibilità di riscatto e di emancipazione in un’area flagellata dalle morti per Aids.
Da quella visita nasce un progetto, mai come questa volta fondato su un “desiderio” ancor prima che su un “bisogno” … desiderio accompagnato da migliaia di giovani dei “Percorsi GPL”.
Nel 2007, infatti, un gruppo di ragazze di un Istituto Superiore del bassanese promuove la sperimentazione del Social Day nella propria scuola.
Viene proposto agli studenti di impiegare una giornata nello svolgimento di attività e lavori finalizzati a raccogliere fondi destinati alla costruzione del Politecnico.
I 150 ragazzi del primo anno diventano quasi 4.000 nel 2010 alla 4° edizione del Social Day!!!
Migliaia di giovani si “sporcano le mani” sostenendo quell’iniziale desiderio di migliaia di coetanei africani.
Il progetto trova sempre maggior consenso e, oltre al Social Day, riesce a catalizzare nel bassanese forze, organizzazione e persone diverse che trovano un denominatore comune nella costruzione della scuola.
Il 7 novembre 2010 il Politecnico di Njombe viene inaugurato.
Il sogno si è concretizzato, il desiderio è finalmente diventato diritto.
L’augurio di quest’anno del Coordinamento GPL parte da qui, dalla dimensione collettiva e universale del diritto per tutti.
Dalla convinzione che la solidarietà NON è una scelta personale ma un dovere inderogabile previsto all’articolo 2 della Costituzione Italiana.
Dall’appello di Don Luigi Ciotti, che chiede meno solidarietà e più giustizia.
Dalla testimonianza di Roberto Saviano che ci mostra che un’informazione diversa è possibile.
Dall’impegno di Gabriele Del Grande nel chiamare gli italiani ad indignarsi e a reagire davanti alle decine di migliaia di morti nel Mar Mediterraneo, il mare di mezzo.
Dai tantissimi ragazzi e ragazze che intraprendono nel nostro Paese percorsi responsabili di promozione di giustizia, pace e legalità.