| Crotone - Centro di Accoglienza |
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Crotone - Calabria 24-31 agosto 2009![]() Partimmo un lunedì in direzione sud, cantava Piero Pelù, noi ci adeguiamo e intraprendiamo un viaggio lungo la penisola, cullati dall’Adriatico e accolti dallo Ionio quando ormai il sole non c’è più da un pezzo. A Crotone ci aspettano delle suore pazzerelle molto simpatiche e gentili, Suor Michela e Suor Caterina, Suore della Divina Volontà che operano a Crotone da diversi anni promuovendo e gestendo vari servizi a favore dei minori, delle giovani donne e delle famiglie. Entrare nel CA di Crotone con il nostro passo tranquillo, le nostre belle facce pulite, la pancia piena, le nostre t-shirt e le scarpe modaiole è stato il vero inizio del nostro viaggio; ancora una volta ci siamo sentiti ingiustificabilmente privilegiati fra quell’umanità così ingiustamente discriminata. Oltrepassare quel cancello, con il nostro pass firmato dalla prefettura, ci ha permesso di abbandonare tutto, di lasciare nel nostro pulmino le nostre false certezze e i nostri naturali pregiudizi e affrontare quegli occhi che raccontano storie e sofferenze come gli occhi di persone, ne clandestini, ne rifugiati ne criminali, ne stranieri, solo persone. Il campo è un “non luogo”, il tempo è sospeso, scandito da giornate senza capo ne coda in un susseguirsi di code, attese, richieste ai vari uffici. Abbiamo conosciuto Abdil, ragazzo afghano, scappato dal proprio paese e dai taliban. Abbiamo conosciuto un ragazzo eritreo fuggito dalla guerra attraverso il Sudan e la Libia. Le storie alla fine si assomigliano molto visto che la violenza e la povertà sono le ragioni principali che determinano la fuga. Ottenere lo status di rifugiato dà una possibilità e occorrerebbe capire che non sono questi i clandestini dei quali aver paura. I giorni sono corsi via velocemente, avremmo voluto fermarli quando ci siamo resi conto che ormai entravamo nel campo da soli, ci riconoscevano, ci cercavano.
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Nel pomeriggio andremo per la prima volta al “Centro Accoglienza”, siamo tutti impazienti di affrontare questa nuova esperienza che ognuno di noi vivrà a suo modo.
